venerdì 24 dicembre 2010

Le Palle di Natale


Questa storia inizia il 25 dicembre di tanto tempo fa, in un remoto paesino, dove nacque Felice Natale. Il fatto potrebbe sembrare normale, ma la sua nascita era destinata a cambiare il mondo. Felice era un bambino come gli altri, aveva solo una rara caratteristica, aveva i testicoli enormi e lisci. Non si capiva se fosse lo scroto troppo stretto o i testicoli troppo grandi, il fatto era che aveva le palle completamente lisce e rotonde, senza una grinza. La voce della nascita del bambino dalle palle lisce si sparse molto velocemente e tutti facevano visita a casa Natale per toccare e sentire la morbidezza dei testicoli di Felice. I suoi genitori non fecero mai troppo caso a questo "Difetto" e lo amarono senza riserve, ogni tanto per farlo sentire "Normale" lo mettevano a sedere nudo in una bacinella piena d'acqua calda per un'oretta, in modo da raggrinzire i testicoli come accade alle mani. Fu nell'adolescenza che iniziò il suo successo, divenne presto famoso tra i suoi compagni perché era l'unico capace di farsi una "Spagnola" con le proprie palle. All'età di 20 anni, quando neanche lo sviluppo fisico fece crescere dei peli sui testicoli, scappò dal sua città per cercare un lavoro e un futuro migliore. S'imbarco alla volta di New York,  lasciandosi alle spalle il suo nome e facendosi chiamare solo Natale. Certamente un "Dono" come il suo era una cosa rara e lui aveva imparato a farlo fruttare, si unì ad una compagnia itinerante di fenomeni da baraccone. Il suo numero, consisteva nel essere coperto da un telone nero dal quale spuntavano i due testicoli, chiunque tra i presenti non avrebbe mai pensato alla natura dei due globi lisci e perfetti poi il presentatore chiamava uno spettatore (di solito per creare più ilarità sceglieva giovani e belle donne) e mentre glieli faceva toccare, gli chiedeva se avrebbe saputo dire cosa fossero. Lo spettacolo andava avanti qualche minuto, poi sul più bello il telone si alzava scoprendo il giovane Natale, che ammiccava tra le risate del pubblico. Il numero divenne talmente famoso che "Le palle di Natale" passarono di bocca in bocca, anche nei bordelli che spesso frequentava e divenne clamorosamente ricco, famoso e amato in tutto il mondo. Passarono gli anni e Natale invecchiò, gli vennero i capelli e una folta barba bianca, tranne le sue palle che erano sempre enormi e lisce. Ma Natale non dimenticò mai le sue origini povere e nel giorno del suo ottantesimo compleanno fece una cosa che cambiò per sempre il futuro e il significato delle festività. Si nascose nel più grande albero natalizio di Manhattan (all'epoca gli alberi venivano SOLO illuminati con tante lampadine) e avrebbe donato un milione di dollari al primo bambino povero che avesse scoperto i suoi testicoli (dipinti per l'occasione) tra le altre palle colorate. All'evento parteciparono migliaia di persone ed i giornali di tutto il mondo scrissero parole d'elogio a riguardo. Purtroppo il destino giocò un brutto scherzo a Felice Natale, una delle luci su cui aveva appoggiato le palle aveva un filo scoperto e morì fulminato. Alcuni testimoni giurarono di aver visto, un attimo prima che esplodessero, le palle diventare color rosso acceso. Da allora ogni anno, gli alberi di tutto il mondo vengono adornati con delle palle colorate e, in onore della straordinaria vita di Natale e le sue palle, vengono appese due palle rosse una accanto all'altra.

Vi auguro un Felice Natale! Ci risentiamo ad anno nuovo...

Ps: Ricordatevi di appendere anche voi due palle rosse al vostro albero, mi raccomando!

martedì 21 dicembre 2010

Najit e il Principe

Anno 2684 
"E' freddo oggi, non lo pensi anche tu Najit?"
"Io penso quello che pensate voi Sire..."-disse Najit-
"Ma ti passerà per la testa qualcosa che io non ho detto?" -rispose severamente-
"Io non volevo farvi arrabbiare sire, é che..."
"Dunque?"
"... Sì ho freddo! e ne avrei meno se mi permettesse di entrare. Sono due ore che mi tenete fuori, per chiacchierare, potrei entrare e allora forse invece di battere i denti parlerei!"-disse con grande sfogo Najit-
"Dai stavo scherzando..."- rispose allegramente-
"Allora posso entrare?"-disse timidamente-
"No!"
"Ma perchè?"-disse il servo con un balbettio-
"Perchè...perchè devi dire la parola d'ordine!"
"Ok... Halis... no no no... Aspetti... Kolpet... o forse Tillern..."- rispose il servo-
"Bravo!!!"
"Ho indovinato???"-rispose con speranza-
"No! ma ci sei andato vicino!"- disse sghignazzando il principe.
"Basta me ne vado!"-urlò Najit arrabbiato per il gioco torturante al quale era sottoposto-
"Najiiiit...guarda che non mangerai nemmeno domani se te ne vai... "
"Fa lo stesso, tanto ho mangiato lo scorso mercoledì due mele e mi basteranno per altri due giorni...."- rispose con un brontolio alla pancia che sembrava il respiro di un drago-
"Ah ah ah..." - una risata improvvisa si levò da dietro la porta-
"Stupido principe viziato"- disse tra sé e sé-
E mentre si allontanava dalla porta, scendendo le scale, sentì la porta del principe aprirsi, subito sulla sua faccia paffuta crebbe un sorriso, così si girò e sbang!
"Mangiati questa Najit!"-urlò ridendo il principe-
Sul volto di Najit si scagliò ad alta velocità una mela grossa come un cocomero, tanto che dal contraccolpo Najit cadde dalle scale e si ritrovò al primo dei 134 scalini, con tre costole fratturate.
Per fortuna la sua corporatura attutì moltissimi colpi che sarebbero stati mortali per chiunque.
Najit stava adesso sdraiato in terra a pancia in su, con un senso di nausea, aprì gli occhi ed in un'immagine sbiadita riconobbe la faccia sorridente del principe che gli diceva.
"Najit se avevi così furia potevi prendere l'ascensore...."
Najit si alzò rantolante da terra, spalancò i suoi enormi occhi pieni di meraviglia e disse:
"Principe...Ma cos'è un ascensore!?"
Il principe si portò la mano al mento e disse con la stessa espressione:
"Non lo so...però è successo di nuovo!"
"Cosa?"- rispose perplesso il servo-
" Dai... Come quella volta della Bicicletta, il Phon e il Forno a micro-onde con il timer!"
"Quella era una grande idea Principe"-disse Najit sputando il sangue che gli fuoriusciva dalle gengive."
"Sapete una cosa principe: non ho mai conosciuto il vostro nome eppure sono 21anni e mezzo che ci conosciamo..."
"Ti svelerò un segreto,Najit, il mio vero nome è...è... Principe!!!"- disse regalmente il principe-
"Buffo come nome Principe... Perché proprio "Principe" ? "-disse il servo con gli occhi spalancati-
"I miei genitori Re e Regina erano indecisi tra Gustav Re dei Poliponnesi e Pericle XI, così optarono per Principe, comunque è un nome che mi si addice, nevvero?"
"Ohh... sì sì Principe, anche se Pericle XI non mi sarebbe dispiaciuto....."- disse amareggiato il servo-
"E come avrei fatto con il codice fiscale?"- interloquì il Principe-
Najit cadde di nuovo, si rialzò rantolante da terra, spalancò i suoi enormi occhi pieni di meraviglia e disse: "Principe...Ma che cos'è il codice fiscale?"
Il principe si portò la mano al mento e disse con la stessa espressione: "Non lo so...però è successo di nuovo come per la Bicicletta, il Phon, il Forno a micro-onde con il timer e l'ascensore!"
"Comunque Principe dov'è la sua fidanzata? la signorina Futura."-disse il servo senza che questo avesse alcun senso-
"Non lo so..."-disse inebetito il Principe-"Ma di una cosa sono sicuro: non è morta...."
"Giusto! E se non è morta noi la troveremo Principe, dobbiamo subito organizzare una compagnia, conosco dei nani che potrebbero darci una mano, hanno già compiuto altre missioni, una volta hanno salvato una ragazza dalle grinfie di una strega, una brutta storiaccia, andava in giro bussando alle porte della gente ad offrire mele avvelenate, adesso è in prigione insieme con il suo complice, un cacciatore a quanto pare..."
"Najit! Quella era una favola, la conosco anche io!"- disse il principe guardando il servo con aria perplessa-
"Ah sì? ... Mai sentita!"-disse il servo-
"Per favore, servo caro vai a chiamare la mia futura moglie Futura!"-ordinò al servo-
"Ma il castello di Futura dista trecento leghe a volo d'uccello!"- disse lamentandosi Najit-
"Non importa prendi L'aere.......ehm....il cavallo!"
"Stava per riaccadere"- pensò- " E portale delle rose!"
"Ma è inverno e fuori è tutto congelato dalla neve......"-ribatte Najit-
Così il Principe guardò fuori dalla finestra in direzione dei monti sospirando e pensando alla sua bella, quando improvvisamente......
"Najit..........vieni a vedere! C'è una rosa!"
Il piccolo e grassottello servo corse sino alla finestra e guadando fuori disse: "Dove?"
"Laggiù in cima alla montagna...dietro quel masso"-disse indicando un punto lontanissimo-
"Quale masso? Dove?"- interruppe Najit-
"Laggiù.......Dietro quel cespuglio di more e bacche aromatiche, accanto a quell'alberello di pero."-disse ansioso di conferma-
"Ma che vista avete Principe?"-rispose sconvolto il servo-
"Cosa hai detto?"-urlò il principe-
"Ho detto che vista avete?"-disse con tono più alto Najit-
"Chi ha parlato? Fatti sotto se hai il coraggio furfante!"-disse agitando i pugni a destra e a manca-
Fu così che preso dallo sconforto il servo Najit raccattò la mela grossa come un cocomero, chiuse gli occhi, e la scagliò con tutta la forza che aveva contro il naso del principe.
Il principe indietreggiò volando all'indietro di due-tre metri quando in un lago di sangue si alzò e disse:"Mi è venuta un' idea andrò io, personalmente, da Futura! Chissà che sorpresa che gli farò!!!"
E proprio in quell'istante uscì dalla porta davanti a loro... Futura!
"O leggiadra pulzella, al solo veder dei vostri occhi in fiamme il mio cuore scoppia, i vostri capelli sono così belli che quando il riflesso della luna li illumina niente è comparabile e la vostra bocca è carnosa, come soffici cuscini sui quali mi addormenterei per sempre...Amore mio!"
"Najit ma che cazzo stai dicendo!"- disse educatamente il principe-
"Niente...solamente...io...volevo... insomma... naturalmente pagando... come posso dire..."
"Najit!!! Hai perso la ragione? Cosa stai blaterando? E poi che vuol dire Blaterando?"-disse su tutte le furie il principe-
"Non lo sai che lei in futuro sarà la mia futura Regina Futura!"
E subito dopo girandosi verso la principessa disse:
"Mia cara, ho da parlarvi in privato se è possibile."
"Ma certo Principe, se questo è un vostro desiderio... prego entrate!"-rispose con voce sublime la principessa mentre Najit continuava a ripetersi:
"Blaterando...blaterando...Boh!".

Continuerà?

mercoledì 15 dicembre 2010

Il Piano B

Pensieri di Lei
"Oggi è il grande giorno, gli ho detto che stasera finalmente sono pronta a fare l'amore per la prima volta.
Ha anche la casa libera perché i suoi sono partiti...Quando gliel'ho detto era molto contento e io lo amo da morire...sarà bellissimo!"

Pensieri di Lui
"E andiamo! Stasera si scopaaaaaaa...Devo comprare i preservativi...Speriamo di non spendere tanto...Poi devo chiedere dei consigli a Franco, lui è l'unico che l'ha già fatto...Anche se Franco è una bestia in certe cose...Ma è l'unico che mi può aiutare."

IN CASA:

"Ma che strano! Di solito sono io che sto in bagno una vita per prepararmi....chissà che ha?"
-Tutto bene?

"Primo consiglio: Fatto! Come dice Franco prima di un grande appuntamento che sia calcistico o amoroso, è bene scaricare la tensione con una bella sega!"
-Sì! Arrivo, mi sto preparando per te!

"Come sono contenta...E' tutto bellissimo...Le candele, la musica, il profumo...Certo ci sta mettendo tanto per mettersi il preservativo...Ci deve tenere molto alle precauzioni..."
-C'è qualche problema coi preservativi?


"Secondo consiglio di Franco: Fatto! Come dice lui: "Nel dubbio...Mettiti due preservativi...Avrai la sensibilità come un comandante delle SS...E soprattutto fa spessore!"
-Stai tranquilla, voglio solo essere sicuro che non si rompa!

"Sta andando tutto come me lo sono sempre immaginato...Anche se lui è po' distratto...Come se stesse pensando ad altro...Chissà cosa gli passa per la testa..."
-A cosa stai pensando?

"Allora...Qual'era il terzo consiglio di Franco?...Ah sì! Per durare di più, basta pensare alla formazione del Milan del '89/'90...Allora:  Rossi, Maldini, Costacurta, Baresi....Poi?...Oh cazzo!...Non mi ricordo più chi giocava...Merda! Sto per venire...Ok, calma!....Basterà attuare il "Piano B": Pensare al primo cagnolino morto."
-Penso che stasera sei bellissima e che ti amo tanto....

"Oh mio Dio! Che emozione! Sono al settimo cielo...Mi viene da piangere dall'emozione...Ma!? Anche lui sembra emozionato....Ha gli occhi lucidi!"
-Hai gli occhi luci!? Anche per te è emozionante?

"Luckyyyy....Perché hai attraversato la strada? Oh Lucky! Eri così bello...Con quelle orecchie morbide, mi riportavi sempre il bastone...Basta! Mi devo riprendere...Cazzo! Se n'è accorta....Sono già durato abbastanza, è meglio finire al più presto."
-Si, amore! Anche io piango per l'emozione! Ahhhhhh!

"E' stato bellissimo...questo momento rimarrà per sempre per noi due!"
-Quello che è successo stasera rimarrà sempre per noi due, vero?

"Domani appena vedo Franco e gli altri, gli racconto tutto e poi tiro un cazzotto a Franco...Povero Lucky!"
-Sì amore, solo per noi due!


Dedicato a Tano...il migliore amico di Lucky!


domenica 12 dicembre 2010

La vita di Morte e la morte di Mario

Questa è la storia di una bambina di nome Morte. Il fatto di chiamarsi così gli aveva da sempre creato un'alone di mistero e chiunque la incrociasse sentiva dentro di sé l'impulso irrefrenabile di toccarsi, cosa che lei inizialmente fraintese pensando di essere una ragazza piacente. In realtà era bruttissima tanto da essere usata come esempio nelle frasi più comuni tipo: "Mamma mia! E' brutta come la Morte!" o nelle espressioni tipo: "Che hai fatto!? Hai visto la Morte in faccia?" e lei ne soffriva. L'unico ragazzo che riuscì ad amarla fu Mario, che per una triste fatalità morì dopo pochi mesi di fidanzamento. Si conobbero ai tempi della scuola, lei faceva giurisprudenza, lui l'istituto tecnico, s'innamorarono subito. Per Mario fu un colpo di fulmine...quello che lo fece innamorare e quello che ne provocò la morte. Dopo la sua morte lei continuò ad andare alla stessa ora nello stesso luogo dove s'incontravano tutti i giorni e la gente iniziò a prenderla in giro chiamandola "La fidanzata matta del Perito". Anche da piccola tutti i suoi compagni la deridevano e non volevano giocare con lei e dicevano: "Io con Morte non ci gioco più! Perché Morte bara!" e così cresceva sempre più cupa e solitaria. Quand'era una ragazza si sparse in giro la voce che parlasse con gli spiriti dei defunti e spesso la vedevano camminare da sola, agitando le mani dicendo: "Ebbi avuto..." "Fui stata..."...parlava al trapassato. Nonostante tutto e tutti, la ragazza Morte si fece grande e divenne un'avvocatessa divorzista di successo, grazie anche al geniale slogan: "Finché Morte non vi separi".

Ciao.

venerdì 10 dicembre 2010

Coming soon...

Scusate se in questi giorni non vi ho sollazzato con qualche bella storiella ma avuto (ed ho ancora) dei seri problemi intestinali. Per essere più specifico e schifoso, ho una piscina di merda nella pancia e come saprete anche voi è come voler tenere dell'acqua nelle mani, se ti muovi prima o poi casca...cosa che mi ha tenuto occupato in questi giorni...adesso proverò con il limone magari oliandolo un pò!

A presto....

sabato 4 dicembre 2010

Vita da cani

"Ehi Paco! Como estas?"
"Ehi Chi-chico! Niente di che, sto a-aspettando che il mio padrone faccia la spesa. Te che fai di b-bello?"
"Nada de nada, sono un po' in giro a annusar culos...a proposito de culos...ho saputo che Kelly te ha lasciato, me dispiace amigo! Has scoperto perché?"
"Si, Chi-chico! Quella ba-baldracca mi ha tradito c-con il mio migliore amico!"
"Il tuo padrone se ha trombato tu cagnolina Kelly!!!! Por Dios, che pervertido, che zoofilo!"
"No Chico, non mi ha t-tradito con il mio padrone ma con Otto!"
"Con Otto??? Amigo, Kelly es veramiente un gran Puta!"
"No Chico, Otto è il nome è un pa-pastore Tedesco!"
"Ahhhhh....perdoname, Paco. Tutto bien ahora?"
"S-si si grazie, è stata du-ra...sai non me lo a-aspettavo da Otto...brutto bastardo!"
"Ehi, ma non avevi detto che era un Pastor Tedesco?"
"Era pe-per dire Chico! Cazzo!"
"E dai Paco non t'arravviare..."
"Scusa Chi-chico...non mi volevo a-arrabbiare ma sono un po' nervoso...gu-guarda com'è pe-peggiorata la mia ba-ba-balbuzia...sono mo-molto depresso."
"Non te buttare giù Paco! Piensa positivo...alla fine chi ha bisogno delle cagnoline? Te rendi conto che nosotros possiamo leccarci los genitali!!! Vamos Paco! ¡Fiesta! Vamos ad annusare un pò de culos?"
"No no non posso Chi-chico, sto già ri-rischiando tanto con il mio pa-padrone..."
"Porque?"
"Te te te l'ho detto! In questi giorni non mi andava di gi-giocare...ero a-apatico per colpa di Kelly...e così lui buttava via il b-bastone e mi di-diceva: "Vai bello riporta il bastone!" e io pe-pensavo: "Che glielo riporto a fare se tanto lo ributta via! non so dove ho la testa, ho seppellito un o-osso e non mi ricordo più dov'è." 
"Ay ay ay amigo, non te ho visto così male dal giorno che hai preso con las pelotas quel gradino al centro comercial!"
"Prendi per il cu-culo perché sono un Ba-bassotto!? Ha parlato il Ch-chihuahua! Ho visto sp-spermatozoi di Alano più grossi di te!"
"Magari si tu fossi stato meno Bassotto e più Barzotto, Kelly non ti avrebbe lasciato!"
"Va-vaffanculo Chico! Ma lo sai che mi sono ve-venute anche le vertigini! Sai cosa sono le ve-vertigini per un Ba-bassotto!? Ogni volta che devo sc-scendere dal marciapiede vomito!Ho se-seriamente paura che il mio p-p-p-padrone mi cacci! Potrei fi-finire in mezzo ad una strada a fare il Ba-ba-barboncino!"
"Como quel tale che vive sotto il semaforo?"
"Di chi pa-parli Chico, del Dalmata?"
"No, l'Incrocio!"
"Ti saluto Chi-chico, che sta arrivando il mio pa-padrone..."
"Adios Paco! E vedi di trovarti presto otra cagnetta....sennò fai la fine de Fernando!"
"Che fi.-fine ha fatto?"
"A furia de masturbarse è diventado un cane per ciechi!"